Mud & Glory…

Mud & Glory…

Il Torneo della Trippa e del Lampredotto.

Mud & Glory, sono queste le parole che riassumono questo evento. Sesto Fiorentino, 3 marzo, si gioca e si beve il Torneo della Trippa e del Lampredotto. Fango e gloria, ma anche freddo. E piove, senza interruzione. Grossi goccioloni ghiacciati vengono giù a inzuppare chi gioca, ma non a pulirlo dal fango che è ovunque e riempie naso e occhi. Il campo è una palude gelata. È il rugby di una volta, rude e coraggioso, mani fredde e cuore caldo.

I Rovinassi ci sono. Sembrano, a dire la verità, più che esseri umani, incroci fra pesci gatto e pantegane. Nuotano, comunque, vigorosi nel pantano senza cedere né alle avversità atmosferiche né alle cariche avversarie. Nella fanghiglia si confrontano maschiamente con i Rinos Old del Rugby Nuovo Salario, con l’Ostia Old Rugby, con i Ruderi Old Rugby dell’Appia Rugby e, naturalmente, con le barbe toscane, i duri armigeri del Sesto Fiorentino.

Che cosa capiti nell’acquitrino, sul campo di battaglia è difficile a dirsi: la melma rende indistinguibili, o quasi, i guerrieri delle schiere avverse. Le cronache di chi era in campo favoleggiano dell’ennesimo calcio ad arretrare del capitano rubanese, il fiero piè-a-banana Talpa. Un arcano, un enigma, un gioco di prestigio che riesce solo a lui e su cui si prepara una delle prossime puntate de “I grandi misteri di Kazzenger”, a cura dell’ineffabile Giacobbo.

Avvo, ovviamente, ne approfitta e, seguendo la sua palese natura (che tutti rispettiamo), prova a leccare le orecchie dei suoi compagni allo scopo – dice lui – di ripulirle dal fango. Nonostante le importanti assenze di Froi, tallonatore non di alta statura ma di alta levatura morale, di Nazzi, ferocissima seconda linea ma con timida attitudine in touche, di Ruma, superbo placcatore di evitamento, e di altri nobilissimi compagni, gli Old del Roccia sopravvivono e portano le loro chiappe fino all’apocalittico terzo tempo.

Ed è qui – malgrado le autorevoli assenze del vocione di Sandokan e dell’Anonimo Pilone Polesano, col suo intossicante Cynar – che i Rovinassi esplodono in tutta la loro potenza e si coprono di gloria imperitura. Le loro note alte e stonate rimarranno, lo si sappia, nella storia del rugby! Macca, a suggello di questa indimenticabile trasferta, si distingue per il suo celeberrimo, gigantesco deretano (girargli attorno è un viaggio!), vincendo il primo e il secondo premio della lotteria.

Fango, gloria, freddo, trippa e amicizia. Una storia del rugby come tante, e come tante non banale.