Torneo dei Mercatini di Natale

Torneo dei Mercatini di Natale

Brrrrrrrrrrr! Sabato 25 novembre, Bolzano, Torneo dei Mercatini di Natale.

Il gelo ci impacchetta e fa scricchiolare ossa e giunture come fossero bruscoli di granita. I Rovinassi ci sono e, stranamente, bevono tè caldo. Un minuto di silenzio e un minuto di rumorosi applausi per Giulia e per tutte le donne vittime di violenza sono l’inizio del torneo. Il rugby, per sua natura, accoglie e non discrimina, sostiene e non si tira indietro.

Cinque compagini si patuffano rabbrividendo su un campo sintetico.

Babbo Natale ci regala l’illusione di un leggero teporino per la prima partita contro gli Old Modena. Loro sono una franchigia di circa trenta persone con innesto di inquietante armadietto sudafricano. Noi siamo chi siamo e ci bastiamo. Tuttavia, subiamo subito una meta mentre ancora ci stiamo sistemando il paradenti. Meta, non a caso, “a freddo”. Da lì impostiamo il nostro gioco che manterremo per tutte le partite, senza subire quello degli altri. Il resto della sfida è un continuo cambio di fronte e placcaggi assassini fra due squadre che, sostanzialmente, si equivalgono.

Il secondo incontro ci vede contrapposti ai Fossili Dolomitici di Belluno calati dai monti e certamente più acclimatati di noi ai rigori del clima. Stazioniamo nella loro metà campo, bravi nella salita in difesa ma più disordinati e spreconi nelle fasi di attacco. Poco altro da dire. Finisce senza mete e, per fortuna, senza feriti.

Il terzo match è sbarabum sbarabam con i padroni di casa, gli Old Kings, che vengono supportati dal tifo che cala dagli spalti a cura di coraggiosi sostenitori. Qui non sbagliamo nulla, né in difesa né in attacco. I nani malefici dei nostri allenatori, Tarta e Pavo, gongolano a bordo campo. Un placcaggio altino assai sulla linea ci regala la prima meta di punizione, meta che raddoppiamo poco dopo con una bella azione di quelle cacche dei trequarti dopo il sacrificio di una mischia percuotente e coraggiosa. Un piccolo incidente da segnalare: Froi prende un colpo sugli zebedei che i soccorritori, comprensibilmente, si rifiutano di curare. Finisce due a zero.

Il terzo cimento, a sole scomparso e temperatura drasticamente calata, è contro le vecchie conoscenze dei Ricci di Monselice. Siamo rigidi come stoccafissi, ormai. Togliersi le giacche per entrare in campo è una perfida, crudele tortura. Nei nostri fantastici quindici gioca anche il mitico Ricky Metaman. E…si va, comunque si va. Un turnover perso nei primissimi minuti della partita ne condiziona l’inerzia e i Ricci arrivano in meta di prepotenza con la mischia. Sono i primi minuti che ci fregano. Poi è battaglia aperta, come sempre, ma senza ulteriori mete. Ma non tutto il male viene per nuocere: Talpa prende una testata “amica” sulla bocca e, con le labbra a canotto, nel parlare si rende miracolosamente più comprensibile.

Infine, finalmente, è doccia calda, birra, conteggio dei danni e l’inno all’amicizia che solo questo sport sa regalare: il terzo tempo. Comunque, brrrrrrrrrr